IN INDIA LA FAME POTREBBE FARE PIÙ VITTIME DEL CORONAVIRUS: LA NOSTRA RISPOSTA ALLE CONSEGUENZE DEL LOCK-DOWN

IN INDIA LA FAME POTREBBE FARE PIÙ VITTIME DEL CORONAVIRUS: LA NOSTRA RISPOSTA ALLE CONSEGUENZE DEL LOCK-DOWN

In India il lock-down è iniziato il 25 marzo con 519 casi confermati. Questo lock-down è iniziato all’improvviso, la gente ha avuto solo 4 ore per organizzarsi.
Molte persone in India, soprattutto nelle grandi città, lavorano a giornata e in pochi giorni hanno esaurito i loro risparmi e sono rimasti senza niente da mangiare. Le immagini e i video hanno girato il mondo mostrando le tragiche conseguenze di questo lock-down, migliaia di persone rimaste senza niente nelle grandi città hanno deciso di tornare ai villaggi, a piedi, per centinaia e centinaia di chilometri: donne incinte, anziani, bambini piccoli… e alcuni di loro non sono sopravvissuti a questo viaggio.

Jaipur, dove ha luogo il nostro progetto Navchetan, è dichiarata zona rossa. Nel nostro slum, Jawahar Nagar, è stata trovata una famiglia positiva e quindi l’accesso allo slum è ora molto limitato.

Dopo due mesi di lock-down ci sono 101.261 casi e 3.164 morti, e i numeri continuano a saliresenza nessun accenno a rallentare. “Ci sarà mai una fine? Ci sarà certamente per il Coronavirus, ma LA FAME POTREBBE SUPERARE IL CORONAVIRUS IN NUMERO DI VITTIME”, come ci ha detto la nostra program manager locale.

Grazie alla dedizione del nostro staff locale e al supporto dei nostri donatori stiamo continuando a supportare i nostri beneficiari nello slum di Jawahar Nagar, in modi diversi. Dal momento che i nostri beneficiari sono i bambini con disabilità, le loro famiglie non hanno nemmeno potuto provare a tornare ai loro villaggi.

Ecco le parole della nostra program manager, Bridget Kalarickal:

“Sta andando di male in peggio. Nonostante i lunghi giorni di lock-down i casi e le morti sono in crescita. Ora c’è qualche allentamento del lock-down, e abbiamo paura che possa peggiorare la situazione. Il lock-down dovrebbe continuare fino al 31 Maggio, e poi cosa succederà? Non sappiamo.

Migliaia di indiani non residenti stanno tornando in India. Questo porta ancora maggiori problemi. Alcuni stati, come il Kerala, erano stabili come prevenzione e trattamento dei contagi, riuscendo a limitare la diffusione del coronavirus, ora sono a rischio di ritorno a causa del rientro degli Indiani da altri paesi che possono essere stati esposti al virus.

In genere i poveri stanno diventando sempre più frustrati. Nei giorni passati hanno avuto la speranza di porre fine alla loro miseria.
Immaginate centinaia di chilometri percorsi a piedi giorno e notte con quel poco rifornimento che gli era avanzato, inclusi malati, donne incinte e bambini. Alcuni sono andati incontro al loro destino concludendo il viaggio travolti da un treno (scelgono il tracciato delle rotaie per sfuggire alla polizia) o altri veicoli, o uccisi dalla fatica, dal sole… Il governo ha organizzato alcuni treni ma i posti sono limitati. Il volo finale di questi sfortunati è veramente patetico e spezza il cuore. Ci sarà mai una fine? Ci sarà certamente per il Coronavirus, ma la fame potrebbe superare il Coronavirus in numero di vittime. In questo momento stiamo pure rischiando di dover affrontare un’altra tragedia con l’arrivo del ciclone Umban che nelle prossime ore dovrebbe attraversare il paese. Gli stati del Sud e Sud-Est del paese sono a rischio.

Manteniamo i contatti con i nostri bambini. Abbiamo organizzato distribuzioni di cibo per loro. E’ grande conforto per loro, almeno per sopravvivere. I giorni della ripartenza e del normale funzionamento del servizio ai bambini sono ancora distanti.”

Il nostro staff si è attivato immediatamente dopo il lock-down organizzando una distribuzione di cibo, alcuni donatori locali hanno contattato il nostro staff per dare una mano ai nostri bambini. Bridget e le sue collaboratrici sono riuscite ad organizzare alcune distribuzioni:

–          Il 6 aprile sono stati distribuiti generi alimentari a lunga conservazione alle famiglie, usando i fondi locali

–      Il 20 aprile è stata organizzata una distribuzione di soldi per permettere alle famiglie di acquistare beni essenziali: gas per cucinare, latte, verdura…siccome la distribuzione di cibo include solo alimenti a lunga conservazione (riso, grano, dhal, olio…).

–          Il 16 maggio sono stati distribuiti ancora generi alimentari a lunga conservazione.

Siamo riusciti ad organizzare queste distribuzioni grazie al permesso del dipartimento di polizia e alla collaborazione di padre Sibi, il parroco che ci ha procurato il veicolo.

Visto che il lock-down è prorogato i poveri troveranno sempre più difficoltà a guadagnarsi da vivere. Niente lavoro significa niente cibo, sopravvivono solo grazie alla generosità degli altri.

In questa tragica situazione ANCHE SOLO UN PICCOLO AIUTO POTREBBE SALVARE UNA FAMIGLIA, ogni persona può fare la differenza e i nostri donatori hanno già mostrato la loro generosità. Se vuoi aiutare puoi fare una donazione qui.

Grazie ai nostri donatori, amici e al nostro staff locale siamo stati in grado di dare conforto alle famiglie dei nostri beneficiari.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!

COVID-19: RISPOSTA ALL’EMERGENZA IN INDIA

COVID-19: RISPOSTA ALL’EMERGENZA IN INDIA

Ecco le parole della nostra program manager in loco: “Al momento il lockdown è dichiarato fino al 14 aprile. La possibile estensione dipende dalla situazione della diffusione del COVID-19. Nei report giornalieri c’è un grande salto nel numero delle persone contagiate, quindi i prossimi giorni saranno davvero cruciali. Attualmente le più grandi città come Chennai, Mumbai, New Delhi e Jaipur sono nella hot list. C’è paura in tutti per l’infezione della comunità e se il lockdown dovesse essere esteso la gente morirebbe più per la fame che per il coronavirus. Qua nessuno ha dichiarato impegni né a livello politico né sociale per rispondere a questa grave situazione, specialmente per i poveri che non lavorano. Jaipur è una delle città sotto sorveglianza speciale per l’infezione.”

Il nostro staff locale ha iniziato subito a rispondere all’emergenza: hanno immediatamente chiesto alla polizia locale un permesso speciale per raggiungere lo slum, dove si trova il nostro centro Navchetan, per organizzare lì una distribuzione di cibo e materiale igienico alle famiglie del nostro programma. Verranno al centro una volta a settimana, ad orari concordati di modo da evitare di avere più di una persona alla volta, e riceveranno il loro pacco con tutto il necessario per una settimana.

Questa azione è possibile anche grazie all’aiuto di donatori privati locali e della comunità locale: New Humanity International ha già destinato alcuni fondi per la risposta all’emergenza del COVID-19 ma il nostro staff è riuscito a reagire ancora prima grazie all’immediata risposta della comunità locale per prevenire la fame dei nostri beneficiari.

Questa è una bella testimonianza di come la solidarietà possa partire in modi inaspettati e in momenti inaspettati.

Grazie al nostro staff locale per la loro prontezza nel rispondere all’emergenza e ai donatori locali che ci hanno dato la possibilità di aiutare in un momento così critico!