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Italian (IT)

Parliamo di disabilità!Convenzione ONU dei diritti delle persone disabili
In Myanmar i disabili sono circa il 10% della popolazione, ma solo una minima parte di questa percentuale è integrata nella società. La disabilità, infatti, è ancora concepita come una disgrazia e coloro che ne sono affetti sono tuttora stigmatizzati ed emarginati, in particolare nelle zone rurali del paese. La buona notizia è che il Myanmar rientra nella lista dei 128 stati che hanno firmato e ratificato la Convezione ONU del 2006 sui diritti delle persone con disabilità.


L’articolo 8
è particolarmente interessante: “Gli stati parti s’impegnano ad adottare misure immediate, efficaci ed appropriate allo scopo di: Sensibilizzare l’insieme della società, anche a livello familiare, riguardo alla situazione delle persone con disabilità e accrescere il rispetto per i diritti e la dignità delle persone con disabilità; Combattere gli stereotipi, i pregiudizi e le pratiche dannose relativi alle persone con disabilità, compresi quelli basati sul sesso e l’età in tutti i campi.[…]”

 In Myanmar si sta iniziando a camminare nella giusta direzione, ma numerosi sono ancora i passi da compiere per riuscire a intravedere quanto si legge nella Convenzione ratificata.

Anche New Humanity, coinvolgendo i responsabili dei centri per disabili e le autorità competenti, ha iniziato a proporre attività inclusive rivolte ai genitori dei beneficiari supportati.

Primo incontro di supporto psicologico alle famiglie dei disabiliA Dicembre 2013 si è tenuto il primo incontro di supporto psicologico rivolto alle famiglie dei disabili ospitati presso la scuola per bambini affetti da disabilità di Yangon (School for Disabled Children).

24 persone hanno partecipato al primo incontro, tra cui le madri dei bambini disabili e alcuni membri dello staff del centro. Anche due esperti di disabilità di due Organizzazioni Internazionali (JICA dal Giappone e KOICA dalla Corea del Sud) hanno aderito all’iniziativa. L’incontro è stato condotto dal responsabile del centro in collaborazione con il Program Manager dei progetti sociali di New Humanity.

Tra i punti all’ordine del giorno, gli esperti hanno deciso di dare la priorità alla discussione di gruppo e alla condivisione delle esperienze da parte dei genitori dei bambini disabili. I partecipanti hanno avuto l’occasione di sfogarsi, raccontare le difficoltà, ma anche le piccole conquiste quotidiane, le sconfitte ma anche le gioie nel costatare i miglioramenti e i lievi progressi nella crescita dei figli. L’incontro di dicembre era rivolto in modo particolare ai genitori dei bambini affetti da disabilità cerebrale, sindrome di Down e ADHD (Attention Deficit Hyperactive Disorder), il disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Parlando del rapporto con i figli, la maggior parte dei genitori ha riportato sensazioni contrastanti: preoccupazione per il destino e il futuro dei figli, felicità nel costatare la loro tenacia a sopravvivere e a desiderare un futuro migliore, dispiacere perché i figli non avranno le stesse possibilità dei loro coetanei non disabili.

Quello di Dicembre è stato il primo di una lunga serie di incontri dalla doppia funzionalità: da un lato permettere uno scambio di opinioni e di esperienze e di conseguenza supportare psicologicamente le famiglie dei beneficiari, dall’altro creare un contesto formativo, in cui i genitori hanno la possibilità di ricevere una formazione di base su tematiche molto semplici ma allo stesso tempo fondamentali per la salute e il benessere del bambino.

Semplici piccoli passi!

 

 

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