CHIT NAING, INSIEME VERSO L’AUTONOMIA!

CHIT NAING, INSIEME VERSO L’AUTONOMIA!

Chit giocaChit Naing è un bambino di 3 anni con la sindrome di down, ha un ritardo dello sviluppo nelle abilità cognitive e vive nel tratto di villaggi del Kon Lon, nella provincia di Taunggyi.

La nostra fisioterapista, Ju Ju, ha visitato la sua famiglia per la prima volta nel settembre 2019 e da allora è migliorato davvero tanto! Grazie ad una serie di trattamenti a domicilio nell’ambito del nostro programma di riabilitazione su base comunitaria, lo stiamo aiutando a sviluppare il suo pieno potenziale.

Ecco la sua storia.

Ho conosciuto Chit Naing nel settembre 2019 ed ho effettuato una prima valutazione fisioterapica. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, Chit riusciva a rotolarsi in posizione supina, riusciva a sedersi molto bene ma non gattonava, si muoveva semplicemente spostandosi sui glutei e riusciva a stare in piedi solo con l’aiuto di un adulto. Si ammalava spesso a causa del suo debole sistema immunitario. Per questi motivi ho ritenuto essenziale spiegare alla madre le condizioni della sindrome di Down e l’importanza della nutrizione, dell’igiene e dell’intervento fin dalla prima infanzia per un bambino con disabilità.

Chit NaingIn seguito lo ho sottoposto ad una serie di trattamenti fisioterapici facendolo alzare e sedere più volte per migliorare la potenza e il tono dei muscoli degli arti inferiori. Gli ho insegnato ad avvitare e svitare il tappo di una bottiglia per aiutarlo a migliorare la motricità fine. Gli ho portato delle forme in legno e dei materiali didattici con cui giocare per migliorare le sue abilità cognitive, comunicative e sociali.

Gli abbiamo regalato anche un deambulatore per permettergli di stare in piedi e esercitarsi a camminare.

A distanza di soli 5 mesi Chit Naing riesce a gattonare in avanti e riesce a tirarsi in piedi senza l’aiuto di un adulto. È in grado di camminare con il deambulatore con l’aiuto della mamma nella loro casa. La potenza muscolare degli arti inferiori è migliorata notevolmente. È in grado di avvitare e svitare molto bene il tappo della bottiglia d’acqua. Sta imparando a impilare i contenitori dei giocattoli e ad inserire le 4 diverse forme di legno.

Chit camminaÈ stato importante aver spiegato e insegnato tutti questi esercizi e le attività anche a sua madre, così facendo ha potuto partecipare alle attività e stimolare il suo bambino. Questo è proprio il valore aggiunto della riabilitazione su base comunitaria, coinvolgere parenti e famigliari nella riabilitazione del bambino per garantirne il massimo sviluppo. Lo sviluppo di Chit Naing è già molto potenziato rispetto a quando l’ho incontrato la prima volta e ci saranno sicuramente ulteriori miglioramenti!

BILANCIO SOCIALE 2019

BILANCIO SOCIALE 2019

Annual report 2019

Lo sapete che nel corso del 2019 abbiamo supportato, grazie al vostro aiuto, 2134 bambini e formato 3767 adulti nell’ambito dei vari progetti che sviluppiamo tra Myanmar e India?

Questi successi, e tanto altro che vi spieghiamo nel dettaglio nel nostro nuovo bilancio sociale, non sarebbero possibili senza il supporto di tutti coloro che ci sostengono e accompagnano da anni.

E’ quindi con grande piacere che vi presentiamo il Bilancio Sociale dell’anno 2019: più che un rendiconto, è soprattutto uno strumento di dialogo e partecipazione, un segno di gratitudine verso i nostri partners, i donatori e tutte le persone che ci supportano con le loro azioni e donazioni.

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infografica bilancio 2019

infografica bilancio 2019

GRAZIE!

 

Se volete continuare a supportare i nostri progetti potete sostenerci qui

CREARE RETI AI TEMPI DEL LOCKDOWN

CREARE RETI AI TEMPI DEL LOCKDOWN

Tutto il Myanmar, lo scorso mese, era in lock-down. Al nostro staff non era più permesso accedere ai centri che supportiamo, proprio per questo abbiamo dovuto adattare il nostro supporto in modi diversi: distribuzioni di cibo, fornitura di materiale igienico e training a distanza.

online trainingDal 13 al 29 maggio il nostro staff locale ha organizzato 6 giorni di training online su temi inerenti la disabilità. Questa idea nasce dalla collaborazione con la fondazione Don Carlo Gnocchi, che sta collaborando con noi in Myanmar dall’anno scorso a che supporta i nostri programmi nell’ambito della disabilità.

Il nostro staff locale ha coinvolto due professioniste: una fisioterapista del nostro staff ed una logopedista birmana che lavora negli Stati Uniti. Hanno preparato il training su diversi argomenti: motricità fine e grezza, comunicazione non verbale e sviluppo della comunicazione. Hanno partecipato a questi training 47 persone proveniente da vari luoghi: la School for Disabled Children, il Disabled Care Center e l’ospedale Yankin di Yangon; il Dipartimento degli Affari Sociali di Mandalay e Taunggyi; il nostro staff da Yangon, Taunggyi e Kyaing Tong; il New Heaven Learning Center, il Morning Star e il centro di Phayar Phyiu da Taunggyi. I partecipanti erano sia operatori/insegnanti che genitori dei bambini dei vari centri.

Questi training sono stati una buona screenshotoccasione per condividere esperienze e buone prassi, tutti i partecipanti sono stati coinvolti nella condivisione delle proprie esperienze e nel proporre nuove idee per il futuro. Si sono rivelati quindi una buona partenza per creare una rete locale per la disabilità. Alcune basi sono già state gettate, come le attività di advocacy organizzate dai genitori stessi, in collaborazione col nostro staff, o nuove pianificazioni di attività riabilitative presso i centri coinvolti.

Vogliamo davvero ringraziare il nostro partner, la fondazione Don Carlo Gnocchi, per l’organizzazione di questi training. Stanno davvero dando buoni frutti che ci permettono di migliorare il nostro servizio per i bambini con disabilità in Myanmar. Grazie anche a tutti i partecipanti che hanno reso questo training una ricca fonte per tutti.

COVID-19: RISPOSTA ALL’EMERGENZA IN MYANMAR

COVID-19: RISPOSTA ALL’EMERGENZA IN MYANMAR

Purtroppo è ormai ufficiale che i primi casi di coronavirus siano stati registrati in Myanmar e anche i primi decessi. In caso di diffusione del virus la situazione sarebbe veramente critica, in quanto in tutto il paese sono solo 8 gli ospedali attrezzati per far fronte all’epidemia e i posti disponibili per terapia intensiva sono solo 70 tra Yangon e Mandalay.

Molte persone, in seguito agli ultimi sviluppi nel sud-est Asiatico, sono rientrate in massa in Myanmar dalla Thailandia e dalla Cina, dove si trovavano per lavoro. Il Ministero della Salute ha pubblicato il 5 aprile i dati: sono rientrate 45.498 persone nelle ultime due settimane di marzo. Purtroppo non è stato possibile controllare tutti questi rientri, in alcuni punti i confini sono aperti senza controlli, non potendo di conseguenza stimare esattamente quante persone siano rientrate e quante di esse siano effettivamente in quarantena al momento.

La situazione politica è molto delicata, e in questi ultimi giorni e’ cresciuta la consapevolezza e il timore (sanitario e politico) per quanto sta accadendo.

Il governo ha fatto un appello per ricercare siti adeguati per rispondere a diversi tipi di esigenze.
La prima fra tutte, è quella di trovare luoghi dove i casi sospetti possano entrare in quarantena. Cercano strutture grandi, attrezzate, con letti, con possibilità di mangiare, avere prima assistenza.

Lo staff di New Humanity in loco si è interrogato su come rispondere a questa esigenza. Il tempo che stiamo vivendo ci interpella molto, non solo come organizzazione, ma come umanità. E’ troppo presto per fare ogni tipo di considerazione, ma crediamo che questo virus stia sfidando non solo il corpo, ma tanti livelli della società, della psiche, della fede. I corpi si cureranno con la distanza, ma lo spirito e la psiche hanno bisogno di vicinanza. Per questa ragione, abbiamo deciso di aprire la  House of Dreams

di Taunggyi a questa esigenza che questo popolo e ogni altro popolo sta vivendo: corpi che si ammalano, spiriti in solitudine.
La House of Dreams è un centro residenziale per la cura e la riabilitazione di persone con problemi di dipendenze, piaga molto diffusa in Myanmar.  

Al momento nella House of Dreams non sono presenti ospiti, poiché alla conclusione dell’ultimo percorso di riabilitazione dalle dipendenze tutti gli ospiti sono rientrati ai villaggi presso le loro famiglie. Il prossimo gruppo era previsto per la fine di aprile, ma con l’emergenza in corso non si sa quando si potrà riprendere il percorso riabilitativo. Il program manager della House of Dreams ha proposto allo staff di rispondere a questa esigenza del governo mettendo a disposizione la casa per assistere le persone in quarantena, e, dopo iniziali una valutazione iniziale sulla possibilità di mettere in sicurezza lo stabile e sulla propria sicurezza, lo staff ha comunque deciso di mettersi a disposizione per questa nuova esigenza. Dopo vari contatti col governo locale la House of Dreams è ora inserita nella lista delle strutture per l’accoglienza, il nostro staff ha già provveduto a riorganizzare la casa secondo le misure indicate e a rifornire la casa in vista dell’accoglienza.

Si prevedono i primi arrivi già in settimana e New Humanity International ha già destinato dei fondi per affrontare le spese dovute a questa prima risposta all’emergenza.

Un altro aspetto molto importante riguarda l’assistenza ai centri che supportiamo: non si può più accedere per fornire i servizi di riabilitazione che assicuravamo, ma stiamo comunque dando continuità al supporto di alimentari e materiale igienico.

Siamo molto preoccupati per la situazione nei villaggi rurali, dove le persone non possono più andare a lavorare o andare in città per vendere quello che producono.

Il nostro staff nello Shan State si sta organizzando per portare aiuti alimentari all’ingresso dei villaggi, di modo da poterli consegnare alle famiglie che supportiamo nel programma per la disabilità.

A Yangon infine continua il supporto a distanza al riformatorio, con un incremento delle visite mediche e delle forniture di materiale igienico e sanitario.

La situazione è molto seria, come in molti altri contesti, e New Humanity sta iniziando a reagire mettendo in campo risposte di emergenza che sono possibili solo grazie ai nostri donatori privati e all’incredibile dedizione del nostro staff in loco.

Grazie a tutti, vi terremo aggiornati.

L’ACQUA: OGGI UNA RISORSA ANCORA PIÙ PREZIOSA

L’ACQUA: OGGI UNA RISORSA ANCORA PIÙ PREZIOSA

Non si ferma il progetto per la costruzione di infrastrutture idriche nei villaggi di Yang Kha e Yaung Nan, nella provincia di Kyaing Tong. E non si devono fermare, perchè mai come oggi questi progetti si dimostrano fondamentali.

“Da sempre abbiamo lavorato nei villaggi rurali per garantire l’accesso all’acqua alla popolazione, In questi anni abbiamo costruito più di 50 sistemi di approviggionamento idrico. Oggi la crisi che stiamo vivendo ci porta a sottolineare un altro valore che sta aumentando in questo progetto: ovvero l’aspetto igienico-sanitario e preventivo.” ci dice Livio Maggi, direttore di New Humanity Myanmar.

“La zona interessata dove lavoriamo è al momento isolata ed anche sotto osservazione per i tanti lavoratori rientrati dalla Thailandia. L’acqua naturalmente è fondamentale per garantire l’aspetto igienico e sanitario anche per prevenire qualsiasi malattia e contagio. Mai come questo momento, in cui i governi (anche quello birmano) richiamano ad una costante igiene e pulizia, questo è evidente.”

E i lavori per la costruzione delle infrastrutture procedono a pieno ritmo, nonostante il lockdown, grazie all’impegno e al lavoro degli stessi abitanti dei villaggi.

MYANMAR: GLI AIUTI AI TEMPI DEL LOCKDOWN

MYANMAR: GLI AIUTI AI TEMPI DEL LOCKDOWN

Come in molti paesi, anche in Myanmar è iniziato il lock-down ormai da qualche settimana. Anche qui le scuole sono state le prime a chiudere, seguite dai diversi centri e le aziende. Anche i villaggi si sono dovuti chiudere, le strade sono sbarrate e alle persone non è permesso uscirne.

Da pochi giorni è arrivato l’annuncio che la chiusura durerà fino a metà maggio.

Siamo molto preoccupati per l’impatto che questo avrà sulle condizioni economiche di famiglie che già vivono in condizioni di povertà. “Qui molti lavorano a giornata e non hanno risparmi. – racconta Livio Maggi, direttore di NH Myanmar – e non esistono ammortizzatori sociali o cassaintegrazione. Molte famiglie ci contattano chiedendoci aiuto perchè hanno fame.”

Abbiamo quindi messo in piedi un programma di aiuti per le famiglie bisognose attraverso la fornitura di beni di prima necessità. In capitale ci appoggiamo a quanto stanno già facendo le istituzioni, contribuendo con la fornitura di cibo e medicinali.
Nei villaggi siamo in costante contatto con le famiglie e organizziamo dei punti di raccolta, in totale sicurezza, all’ingresso del villaggio per distribuire pacchi alimentari.

Abbiamo anche intensificato il supporto a riformatorio e centri per disabili, sempre limitatamente alla fornitura di medicine e beni primari.