IL SISTEMA IDRICO DI NEW HUMANITY CI HA CAMBIATO LA VITA!

IL SISTEMA IDRICO DI NEW HUMANITY CI HA CAMBIATO LA VITA!

U Ah Jone and his family

Mi chiamo U Ah jone. Vivo a Khun Sai, un villaggio nel tratto di Loi Mwe, nella zona rurale di Kyaing Tong. Nella mia famiglia siamo in otto: io, mia moglie e i nostri 6 figli. Voglio raccontarvi come New Humanity ha cambiato la nostra vita!

Sono di etnia Li Shaw, noi coltiviamo tre acri di campi di riso. I campi sono situati 6 miglia sotto la collina di Loi Mwe. Abbiamo anche qualche animale, bufali, galline e maiali.

Quando vivevo con i miei genitori, avevo accesso all’acqua dalla parte bassa del villaggio dove c’era una fonte d’acqua. Poi, gradualmente, il tempo è peggiorato e l’acqua è pian piano sparita.

Da quando mi sono sposato, all’età di 30  Loi Mwe lakeanni, abbiamo raccolto l’acqua piovana nelle stagioni di pioggia. Nelle stagioni secche però, inverno e estate, dovevamo prendere una bici, moto o carretto per andare fino al lago di Loi Mwe a prendere l’acqua, che dista circa mezzo miglio dal nostro villaggio. Dovevamo trasportare l’acqua ogni giorno per l’uso domestico e per gli animali.

Poi è arrivata New Humanity Mynmar e ha avviato un progetto per la costruzione di un sistema idrico ad energia solare.

Questo è stata davvero UNA SVOLTA NELLE NOSTRE VITE!

Water solar system

Quando è stato ultimato il sistema idrico, nel 2014, New Humanity aveva costruito 3 serbatoi d’acqua per il mio villaggio. Uno di questi serbatoi è vicino alla mia casa e si riempie tutte le mattine, durante la notte. Casa mia è a circa 20 piedi dal serbatoio, quindi potevamo avere accesso all’acqua quando ne avevamo bisogno senza perdere tutto il tempo che perdevamo prima.

Dal 2017 c’è il collegamento dal serbatoio con dei tubi fino alla nostra casa, e paghiamo 200 kyat per unità di acqua, pagando solo tra i 1000 e i 1500 kyat al mese.


Serbatoire
Siamo così contenti ora che abbiamo finalmente l’acqua in casa e possiamo lavorare di più senza preoccuparci o perdere tempo per andare a prendere l’acqua ogni giorno.

Grazie New Humanity per aver migliorato le nostre vite!

 

 

 

I PAESI DEI NOSTRI PROGETTI DI NUOVO IN LOCK-DOWN

I PAESI DEI NOSTRI PROGETTI DI NUOVO IN LOCK-DOWN

Purtroppo la pandemia da Covid-19 non accenna a fermarsi in Myanmar e in India, al contrario la situazione al momento sta peggiorando.

Lockdown in Yangon

In Myanmar questa settimana è iniziato un nuovo lock-down ancora più rigido nella regione di Yangon, dove abbiamo la nostra sede centrale.

Il nostro direttore paese, Livio Maggi, è sempre in contatto con lo staff governativo e ci ha scritto ieri che il governo sta pianificando di distribuire casa per casa i beni essenziali in modo da evitare assolutamente che si esca di casa, nemmeno per la spesa. I numeri ufficiali attuali non sono così alti, con 8.515 casi e 155 morti, ma resta comunque una situazione critica perché hanno soltanto 70 posti in terapia intensiva in tutto il paese. Al nostro staff non è quindi permesso di accedere ai centri disabili e al riformatorio che supportiamo a Yangon, mentre continuiamo a supportarli solo attraverso la distribuzione di materiale igienico/sanitario e beni di prima necessità.

Fortunatamente il virus non si sta diffondendo così tanto nello Shan State, dove abbiamo I nostril progetti a Taunggyi e Kyaing Tong, quindi il nostro staff in quelle zone continua a lavorare al servizio dei nostri beneficiari nei campi della disabilità, educazione, inclusione sociale e sviluppo rurale. 

In India la situazione sembra non avere mai fine. Qualche settimana fa sembrava essere migliorataFlood in Jaipur e il lock-down era stato allentato, il nostro staff era riuscito a riprendere le attività per i bambini con disabilità dello slum di Jaipur a inizio Agosto sperando che questa potesse essere la ripartenza di tutte le attività. Purtroppo a metà agosto è arrivata una grossa inondazione a Jaipur e i numeri del Covid hanno ripreso a salire, ormai conosciamo tutti i numeri dell’India delle ultime situazione fino alla situazione attuale di 5.818.570 casi e 92.317 morti. Specialmente nel Rajasthan la situazione è peggiorata, è ripartito il lock-down a inizio Settembre e adesso non possiamo che aspettare un altro miglioramento. Il nostro staff locale sta comunque continuando a supportare i nostri beneficiari distribuendo beni di prima necessità, ma non vedono l’ora di ricominciare con le terapie, perché questi bambini ne hanno davvero bisogno!

 

Food distribution

Siamo davvero grati al nostro staff locale perchè sono riusciti a continuare a supportare I nostri beneficiari, escogitando sempre strade alternative, sono davvero delle persone speciali e appassionate, grazie davvero!

 

Abbiamo ancora bisogno di aiuto per far fronte alla situazione critica che sta continuando a creare problemi, specialmente ai più poveri e bisognosi. Se desiderate aiutare in qualche modo potete fare una donazione qui indicando nelle note “Emergenza Covid-19”.

 

 

 

Grazie a tutti voi che ci avete già supportato, senza il vostro aiuto niente sarebbe stato possibile!

 

 

 

 

 

 

CHIT NAING, INSIEME VERSO L’AUTONOMIA!

CHIT NAING, INSIEME VERSO L’AUTONOMIA!

Chit giocaChit Naing è un bambino di 3 anni con la sindrome di down, ha un ritardo dello sviluppo nelle abilità cognitive e vive nel tratto di villaggi del Kon Lon, nella provincia di Taunggyi.

La nostra fisioterapista, Ju Ju, ha visitato la sua famiglia per la prima volta nel settembre 2019 e da allora è migliorato davvero tanto! Grazie ad una serie di trattamenti a domicilio nell’ambito del nostro programma di riabilitazione su base comunitaria, lo stiamo aiutando a sviluppare il suo pieno potenziale.

Ecco la sua storia.

Ho conosciuto Chit Naing nel settembre 2019 ed ho effettuato una prima valutazione fisioterapica. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, Chit riusciva a rotolarsi in posizione supina, riusciva a sedersi molto bene ma non gattonava, si muoveva semplicemente spostandosi sui glutei e riusciva a stare in piedi solo con l’aiuto di un adulto. Si ammalava spesso a causa del suo debole sistema immunitario. Per questi motivi ho ritenuto essenziale spiegare alla madre le condizioni della sindrome di Down e l’importanza della nutrizione, dell’igiene e dell’intervento fin dalla prima infanzia per un bambino con disabilità.

Chit NaingIn seguito lo ho sottoposto ad una serie di trattamenti fisioterapici facendolo alzare e sedere più volte per migliorare la potenza e il tono dei muscoli degli arti inferiori. Gli ho insegnato ad avvitare e svitare il tappo di una bottiglia per aiutarlo a migliorare la motricità fine. Gli ho portato delle forme in legno e dei materiali didattici con cui giocare per migliorare le sue abilità cognitive, comunicative e sociali.

Gli abbiamo regalato anche un deambulatore per permettergli di stare in piedi e esercitarsi a camminare.

A distanza di soli 5 mesi Chit Naing riesce a gattonare in avanti e riesce a tirarsi in piedi senza l’aiuto di un adulto. È in grado di camminare con il deambulatore con l’aiuto della mamma nella loro casa. La potenza muscolare degli arti inferiori è migliorata notevolmente. È in grado di avvitare e svitare molto bene il tappo della bottiglia d’acqua. Sta imparando a impilare i contenitori dei giocattoli e ad inserire le 4 diverse forme di legno.

Chit camminaÈ stato importante aver spiegato e insegnato tutti questi esercizi e le attività anche a sua madre, così facendo ha potuto partecipare alle attività e stimolare il suo bambino. Questo è proprio il valore aggiunto della riabilitazione su base comunitaria, coinvolgere parenti e famigliari nella riabilitazione del bambino per garantirne il massimo sviluppo. Lo sviluppo di Chit Naing è già molto potenziato rispetto a quando l’ho incontrato la prima volta e ci saranno sicuramente ulteriori miglioramenti!

BILANCIO SOCIALE 2019

BILANCIO SOCIALE 2019

Annual report 2019

Lo sapete che nel corso del 2019 abbiamo supportato, grazie al vostro aiuto, 2134 bambini e formato 3767 adulti nell’ambito dei vari progetti che sviluppiamo tra Myanmar e India?

Questi successi, e tanto altro che vi spieghiamo nel dettaglio nel nostro nuovo bilancio sociale, non sarebbero possibili senza il supporto di tutti coloro che ci sostengono e accompagnano da anni.

E’ quindi con grande piacere che vi presentiamo il Bilancio Sociale dell’anno 2019: più che un rendiconto, è soprattutto uno strumento di dialogo e partecipazione, un segno di gratitudine verso i nostri partners, i donatori e tutte le persone che ci supportano con le loro azioni e donazioni.

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infografica bilancio 2019

infografica bilancio 2019

GRAZIE!

 

Se volete continuare a supportare i nostri progetti potete sostenerci qui

CREARE RETI AI TEMPI DEL LOCKDOWN

CREARE RETI AI TEMPI DEL LOCKDOWN

Tutto il Myanmar, lo scorso mese, era in lock-down. Al nostro staff non era più permesso accedere ai centri che supportiamo, proprio per questo abbiamo dovuto adattare il nostro supporto in modi diversi: distribuzioni di cibo, fornitura di materiale igienico e training a distanza.

online trainingDal 13 al 29 maggio il nostro staff locale ha organizzato 6 giorni di training online su temi inerenti la disabilità. Questa idea nasce dalla collaborazione con la fondazione Don Carlo Gnocchi, che sta collaborando con noi in Myanmar dall’anno scorso a che supporta i nostri programmi nell’ambito della disabilità.

Il nostro staff locale ha coinvolto due professioniste: una fisioterapista del nostro staff ed una logopedista birmana che lavora negli Stati Uniti. Hanno preparato il training su diversi argomenti: motricità fine e grezza, comunicazione non verbale e sviluppo della comunicazione. Hanno partecipato a questi training 47 persone proveniente da vari luoghi: la School for Disabled Children, il Disabled Care Center e l’ospedale Yankin di Yangon; il Dipartimento degli Affari Sociali di Mandalay e Taunggyi; il nostro staff da Yangon, Taunggyi e Kyaing Tong; il New Heaven Learning Center, il Morning Star e il centro di Phayar Phyiu da Taunggyi. I partecipanti erano sia operatori/insegnanti che genitori dei bambini dei vari centri.

Questi training sono stati una buona screenshotoccasione per condividere esperienze e buone prassi, tutti i partecipanti sono stati coinvolti nella condivisione delle proprie esperienze e nel proporre nuove idee per il futuro. Si sono rivelati quindi una buona partenza per creare una rete locale per la disabilità. Alcune basi sono già state gettate, come le attività di advocacy organizzate dai genitori stessi, in collaborazione col nostro staff, o nuove pianificazioni di attività riabilitative presso i centri coinvolti.

Vogliamo davvero ringraziare il nostro partner, la fondazione Don Carlo Gnocchi, per l’organizzazione di questi training. Stanno davvero dando buoni frutti che ci permettono di migliorare il nostro servizio per i bambini con disabilità in Myanmar. Grazie anche a tutti i partecipanti che hanno reso questo training una ricca fonte per tutti.

COVID-19: RISPOSTA ALL’EMERGENZA IN MYANMAR

COVID-19: RISPOSTA ALL’EMERGENZA IN MYANMAR

Purtroppo è ormai ufficiale che i primi casi di coronavirus siano stati registrati in Myanmar e anche i primi decessi. In caso di diffusione del virus la situazione sarebbe veramente critica, in quanto in tutto il paese sono solo 8 gli ospedali attrezzati per far fronte all’epidemia e i posti disponibili per terapia intensiva sono solo 70 tra Yangon e Mandalay.

Molte persone, in seguito agli ultimi sviluppi nel sud-est Asiatico, sono rientrate in massa in Myanmar dalla Thailandia e dalla Cina, dove si trovavano per lavoro. Il Ministero della Salute ha pubblicato il 5 aprile i dati: sono rientrate 45.498 persone nelle ultime due settimane di marzo. Purtroppo non è stato possibile controllare tutti questi rientri, in alcuni punti i confini sono aperti senza controlli, non potendo di conseguenza stimare esattamente quante persone siano rientrate e quante di esse siano effettivamente in quarantena al momento.

La situazione politica è molto delicata, e in questi ultimi giorni e’ cresciuta la consapevolezza e il timore (sanitario e politico) per quanto sta accadendo.

Il governo ha fatto un appello per ricercare siti adeguati per rispondere a diversi tipi di esigenze.
La prima fra tutte, è quella di trovare luoghi dove i casi sospetti possano entrare in quarantena. Cercano strutture grandi, attrezzate, con letti, con possibilità di mangiare, avere prima assistenza.

Lo staff di New Humanity in loco si è interrogato su come rispondere a questa esigenza. Il tempo che stiamo vivendo ci interpella molto, non solo come organizzazione, ma come umanità. E’ troppo presto per fare ogni tipo di considerazione, ma crediamo che questo virus stia sfidando non solo il corpo, ma tanti livelli della società, della psiche, della fede. I corpi si cureranno con la distanza, ma lo spirito e la psiche hanno bisogno di vicinanza. Per questa ragione, abbiamo deciso di aprire la  House of Dreams

di Taunggyi a questa esigenza che questo popolo e ogni altro popolo sta vivendo: corpi che si ammalano, spiriti in solitudine.
La House of Dreams è un centro residenziale per la cura e la riabilitazione di persone con problemi di dipendenze, piaga molto diffusa in Myanmar.  

Al momento nella House of Dreams non sono presenti ospiti, poiché alla conclusione dell’ultimo percorso di riabilitazione dalle dipendenze tutti gli ospiti sono rientrati ai villaggi presso le loro famiglie. Il prossimo gruppo era previsto per la fine di aprile, ma con l’emergenza in corso non si sa quando si potrà riprendere il percorso riabilitativo. Il program manager della House of Dreams ha proposto allo staff di rispondere a questa esigenza del governo mettendo a disposizione la casa per assistere le persone in quarantena, e, dopo iniziali una valutazione iniziale sulla possibilità di mettere in sicurezza lo stabile e sulla propria sicurezza, lo staff ha comunque deciso di mettersi a disposizione per questa nuova esigenza. Dopo vari contatti col governo locale la House of Dreams è ora inserita nella lista delle strutture per l’accoglienza, il nostro staff ha già provveduto a riorganizzare la casa secondo le misure indicate e a rifornire la casa in vista dell’accoglienza.

Si prevedono i primi arrivi già in settimana e New Humanity International ha già destinato dei fondi per affrontare le spese dovute a questa prima risposta all’emergenza.

Un altro aspetto molto importante riguarda l’assistenza ai centri che supportiamo: non si può più accedere per fornire i servizi di riabilitazione che assicuravamo, ma stiamo comunque dando continuità al supporto di alimentari e materiale igienico.

Siamo molto preoccupati per la situazione nei villaggi rurali, dove le persone non possono più andare a lavorare o andare in città per vendere quello che producono.

Il nostro staff nello Shan State si sta organizzando per portare aiuti alimentari all’ingresso dei villaggi, di modo da poterli consegnare alle famiglie che supportiamo nel programma per la disabilità.

A Yangon infine continua il supporto a distanza al riformatorio, con un incremento delle visite mediche e delle forniture di materiale igienico e sanitario.

La situazione è molto seria, come in molti altri contesti, e New Humanity sta iniziando a reagire mettendo in campo risposte di emergenza che sono possibili solo grazie ai nostri donatori privati e all’incredibile dedizione del nostro staff in loco.

Grazie a tutti, vi terremo aggiornati.