IL SOGNO NEL CASSETTO DI MAUNG HTOO

IL SOGNO NEL CASSETTO DI MAUNG HTOO

Questa è la storia di Maung Htoo: ragazzo nato con un piede equino che grazie a New Humanity ha potuto vivere una vita dignitosa e addirittura trovare un impiego per il suo futuro.

Maung Htoo è un ragazzo di 18 anni affetto da una malformazione congenita: il piede equino/ l’equinismo. La sua famiglia è composta da 5 persone: 3 fratelli (uno più grande e due più piccoli), il padre e Maung. Provengono dal villaggio Ban Kan, Kong Lon Village Tract nella Taunggyi township.

Prima del 2018 la loro vita era molto semplice: Maung aiutava sua madre nelle faccende domestiche e si prendeva cura dei suoi fratelli minori, mentre suo fratello maggiore lavorava come operaio occasionale. Suo padre lavorava in una foresta molto lontano e per questo motivo riusciva a trascorrere solo poco tempo con i suoi figli, pochi giorni all’anno. Maung è l’unico figlio disabile della sua famiglia. La Fondazione New Humanity li ha aiutati molto: ha fornito loro cibo (riso, olio) e altri requisiti necessari come l’istruzione e i vestiti. La madre di Maung è sempre stata molto riconoscente a New Humanity e grata di ricevere assistenza in quanto la sua famiglia non percepiva un reddito regolare e ha dovuto lottare tanto per riuscire a vivere in maniera dignitosa.

Sua madre è venuta a mancare alla fine del 2018 a causa di un cancro al seno e tutta la famiglia ha sofferto molto la sua assenza. Il padre è diventato un alcolista e non era più in grado di prendersi cura dei suoi figli. Il fratello maggiore si è trasferito nella zona di confine della Thailandia per lavorare come lavoratore migrante e fornire un po’ di soldi alla famiglia. Inoltre, all’età di 4 anni, il fratello minore di Maung ha dovuto affrontare un trauma psicologico perché la madre è venuta a mancare davanti ai suoi occhi.

Dopo la morte della madre, Maung non riusciva più a fare le faccende domestiche e contemporaneamente prendersi cura dei suoi fratelli e della loro istruzione. Nel 2019 New Humanity è corsa in loro aiuto fornendogli istruzione, vestiti, soldi per pagare le rette dell’ostello e molto altro. Tutti i fratelli sono stati portati all’orfanotrofio Brother Felice (a Nyaung Shwe Township) per migliorare la loro istruzione. Dopo alcuni mesi, il più piccolo è stato trasferito all’orfanotrofio Phayar Phyu (Taunggyi) perché aveva bisogno di cure speciali da parte di uno psicologo per superare il suo trauma. Nonostante la distanza si visitano spesso e sono tutti molto felici di risiedere in un ambiente sicuro e tranquillo. Essi hanno affermato che non riescono a immaginare come sarebbe stata la loro vita se fossero rimasti a vivere nel loro villaggio.      Il padre va a trovarli una o due volte all’anno.

Da febbraio 2020, a causa del Covid-19, le scuole sono chiuse e nè Maung nè i suoi fratelli possono proseguire gli studi, sono costretti a rimanere in ostello e studiare ognuno per conto proprio, a volte con l’aiuto di amici più grandi. Ora Maung ha 18 anni e sono 2 anni che ha smesso di andare a scuola. Maung ha dichiarato che gli piacerebbe fare un po’ di formazione professionale nel suo futuro: in seguito a questo desiderio 3 mesi fa New Humanity gli ha dato l’opportunità di svolgere una formazione sulla riparazione dei motocicli e tuttora Maung sta imparando. Si sente molto grato per questa opportunità e ringrazia New Humanity per tutto il supporto che gli ha dato. Crede che sua madre sarebbe molto felice di vedere i progressi che ha fatto nella sua vita. Il suo sogno, che si sta concretizzando, è ora quello di tornare al suo villaggio e aprire un’officina di riparazione di motocicli, e noi non vediamo l’ora di vederlo realizzato!

AGGIORNAMENTI DALLO STATO SHAN DEL MYANMAR

AGGIORNAMENTI DALLO STATO SHAN DEL MYANMAR

La promozione di un modello sostenibile e inclusivo di crescita economica e sociale nello Stato Shan del Myanmar continua!

Situato nella parte orientale del Myanmar, lo Stato Shan occupa circa un quarto della superficie totale del Myanmar ed è il più grande di tutti gli stati e regioni del paese: ospita 5,8 milioni di persone.

Dal 2021 OBOS finanzia il nostro lavoro nelle zone rurali con il comune intento di organizzare formazioni e attività per aiutare le comunità rurali a diventare indipendenti dagli aiuti esterni. Vi riportiamo alcuni dati del lavoro svolto nel primo anno di finanziamento.

La prima componente del progetto punta ad organizzare attività per favorire l’occupazione dei giovani e permettergli di essere il più possibile indipendenti diminuendo quindi il tasso di disoccupazione nei villaggi. A tal proposito, New Humanity ha progettato diversi corsi di formazione professionale, come quello sulla riparazione di motocicli a cui hanno partecipato dei ragazzi tra i 12-18 anni per un periodo di circa 6 mesi.

Per quanto riguarda la formazione agricola (seconda componente del progetto), tutte le comunità stanno avendo l’opportunità di imparare nuove tecniche e migliorare la propria produzione agricola, partecipando direttamente alla formazione o imparando da altri. Sono stati organizzati corsi di formazione sulle tecniche di coltivazione (anche produzione di pesticidi biologici) ed è stato realizzato un acquedotto.

    

La terza componente del progetto, che mira a migliorare l’inclusione sociale delle persone con disabilità, prevede l’organizzazione di sessioni di sensibilizzazione nei villaggi dove vengono esposte le cause della disabilità, viene spiegato come comportarsi nei confronti di un bambino che ha una forma di disabilità ecc., alle quali hanno partecipato tante famiglie. 

I beneficiari di questo primo anno di progetto sono stati i seguenti: fino a 275 persone hanno partecipato ai training, ben 175 contadini hanno appreso nuove tecniche e 90 persone sono state sensibilizzate sulla disabilità.

Il progetto si articolerà per tre anni (2021-2023). In un contesto complicato come quello del Myanmar i benefici per le comunità locali sono pressoché immediati. Grazie alle attività organizzate viene permesso alle persone di pianificare il proprio futuro e prendere in mano la propria vita, un diritto che dovrebbe spettare a chiunque.

“DO GIAONG” – LIBERI DI EDUCARSI

“DO GIAONG” – LIBERI DI EDUCARSI

Giovedì 3 febbraio 2022 è stato un grande giorno per centinaia di bambini a Taunggyi: è stata inaugurata una scuola primaria per bambini sfollati tra i 6 e i 18 anni!

La recente crisi politica che sta attraversando il Myanmar, oltre a creare un clima di insicurezza, sta esacerbando le condizioni di povertà dell’intera popolazione. Le proteste si sono ormai trasformate in una vera e propria guerra civile: da una parte ci sono le truppe governative e dall’altra i gruppi di resistenza organizzati dalla popolazione.

Il risultato è un esodo dalle città colpite dai conflitti armati: gli sfollati aumentano di circa 10-15.000 per settimana ed il totale degli sfollati, secondo i dati riportati dall’UNHCR, ammontano a 337.800 al 24 gennaio 2022.

Nella città di Taunggyi, dove New Humanity lavora, arrivano migliaia di sfollati ogni giorno.

Inoltre, in tutto il Myanmar, le scuole sono ormai chiuse da due anni e i bambini degli sfollati non hanno nemmeno più una scuola in cui tornare.

Per questi motivi New Humanity ha intrapreso un nuovo progetto che propone l’avvio nella città di Taunggyi di una scuola primaria per i bambini sfollati di diverse età, dai 6 ai 18 anni.

Il nome della scuola l’hanno scelto i bambini: “Do Giaong”, che significa “La nostra scuola” in birmano. Una scuola voluta da loro, costruita insieme ai genitori, un inno alla libertà di educarsi. La scuola accoglierà 179 studenti e sarà organizzata in due strutture: 112 bambini sfollati saranno accolti presso la struttura della “House of Dreams” gestita direttamente da New Humanity, i restanti 67 saranno accolti presso il centro Infant Jesus Convent, gestito dalle Suore della Provvidenza.

Gli studenti saranno divisi in 10 classi in base all’età, dal grado 1 al grado 10. Essi potranno frequentare corsi di lingua birmana, lingua inglese, matematica e partecipare a laboratori tenuti da uno psicologo: un’ora a settimana di “laboratorio creativo” e un’ora a settimana di “narrativa” e lettura condivisa.

 Il gruppo docente è composto da 10 persone: si tratta di insegnanti già formati, per la maggior parte donne sfollate.

New Humanity ha inoltre già provveduto all’acquisto di 120 tavoli e 160 sedie di plastica per attrezzare le aule ed ha fornito un kit di 2 divise ad ogni bambino.

La scuola “Do Giaong” è un luogo davvero speciale, di incontro, crescita, per migliorare sé stessi e imparare ogni giorno qualcosa in più. Tra i ragazzi c’è molto entusiasmo e noi non possiamo che sperare che tutto vada per il meglio!

 In bocca al lupo a tutti i ragazzi della Scuola “Do Giaong”!

 Se vuoi saperne di più sul progetto clicca qui 

DAYAMIT COMMUNITY COLLEGE: TESTIMONIANZE DAL CAMPO

DAYAMIT COMMUNITY COLLEGE: TESTIMONIANZE DAL CAMPO

Nella periferia sud di Yangon, nel quartiere di Dala, abbiamo avviato un nuovo progetto a maggio 2021. Come sta andando? Tun, Tida, Win, Tan, Zaw e Min ci raccontano com’è cambiata la loro vita.

Il progetto si sviluppa in un quartiere dove più della metà dei ragazzi fra i 12 e i 25 anni ha abbandonato la scuola a causa della povertà: la maggior parte dei ragazzi ha infatti lasciato gli studi per aiutare in casa o perché i genitori non potevano permettersi la spesa.

Il Dayamit Community College nasce con l’obiettivo di sostenere i giovani residenti a Dala nel loro percorso formativo ed educativo, organizzando attività didattiche e professionalizzanti.

Ma quali sono le attività svolte?

All’interno del Dayamit Community College 40 ragazzi che hanno abbandonato la scuola possono frequentare tutti i giorni dal lunedì al venerdì corsi di educazione di base (informatica, inglese e contabilità), corsi professionali (cucito, cucina e meccanica) e lezioni sulle life skills. Inoltre, i ragazzi hanno la possibilità di iscriversi a vocational training per migliorare la propria preparazione professionale ma anche di ricevere supporto per la scrittura del cv o per svolgere un periodo di stage a fine corso, presso un’azienda locale.

Durante il loro percorso, gli ospiti del Dayamit Community College sono accompagnati da personale specializzato e da uno psicologo, Jose Estevao magro, che garantisce loro supporto organizzando attività di potenziamento di soft skills e gli permette di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità, così da favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Un giorno a settimana inoltre il centro ospita attività con ragazzi disabili e questa è occasione di sensibilizzazione per i ragazzi che lo frequentano.

Il Dayamit Community College rappresenta quindi una vera e propria chance per tutti quei ragazzi nati in un contesto storico e sociale caratterizzato da una significativa povertà educativo-formativa, garantendo la crescita dei ragazzi a 360°.

Grazie alla presenza sul campo di Padre Barnabas abbiamo potuto raccogliere alcune testimonianze di ragazzi all’interno del Dayamit Community College:

  • Tun Nandar Win: “Mi chiamo Tun Nandar Win ed ho 17 anni, frequentando il Dayamit Community College ho superato tutte le mie paure ed ora ho molta più fiducia in me stessa! Non avevo uno scopo preciso nella mia vita, ora invece ho degli obiettivi chiari. Qua mi hanno fatto sentire a casa e mi hanno dato lo spazio necessario per riuscire ad esprimermi al meglio. Un grazie speciale al Dayamit Community College

 

  • Tida Aung: “Mi chiamo Tida Aung ed ho 23 anni. Poiché la mia famiglia non aveva soldi, quando ho iniziato a frequentare il Dayamit Community College ero molto preoccupata. Padre Barnabas è venuto a casa mia a farmi visita incoraggiandomi e invitandomi al College. Non credevo di essere in grado di imparare qualcosa dai corsi frequentati al centro, ma oggi posso dire che sono orgogliosa di aver raggiunto i miei obiettivi. Sono partita da zero ed ora sono pronta ad insegnare agli altri studenti. Tutto il merito va al Dayamit Community Center”

  • Zayar Win Htet: “Mi chiamo Zayar Win Htet ed ho 18 anni. Al Dayamit College mi sono sempre sentito a mio agio, sono riuscito a crearmi uno spazio solo per me ed ho fatto molte amicizie. Sono arrivato qui senza aspettative, ma ora posso dire di tornare a casa con un bagaglio pieno di esperienze incredibili”

  • Tan Tun Aung: “Mi chiamo Tan Tun Aung ed ho 22 anni. Dopo aver completato gli studi, mi sono ritrovato a vagabondare senza nessun obiettivo nella mia vita. Non ero in grado di leggere in inglese, ero poco educato con le persone più grandi di me e cercavo lo scontro con chiunque mi stesse accanto. Dopo aver frequentato il Dayamit Community College, la mia competenza in inglese, la mia disciplina e le mie buone maniere sono migliorate. Oggi mi reputo una nuova persona. Per tutto questo posso solo che ringraziare il Dayamit Community College”

  • Kyaw Zaw Hein: “Mi chiamo Kyaw Zaw Hein ed ho 18 anni. Non ho concluso il mio percorso di studi a scuola e non avevo alcuna ambizione nella mia vita. Credevo che imparare l’inglese e l’informatica fosse difficile, invece grazie ai corsi offerti al Dayamit Community College mi sono ricreduto. Padre Barnabas mi ha aiutato molto nel mio percorso, ed io oggi sono infinitamente grato a lui. Grazie Dayamit Community College, sei stato un sogno per me!”

  • Kyaw Min Ko: “Mi chiamo Kyaw Min Ko ed ho 23 anni. Ho deciso di frequentare il Dayamit Community College poiché ero preoccupato per il mio futuro. Nel centro ho fatto molte esperienze, ho ricevuto sia formazione umana sia professionale, ad esempio ho imparato l’inglese e ad usare il computer. Oggi sono orgoglioso di poter dire che so parlare l’inglese. Un grazie sincero al Dayamit Community College”


ROMPIAMO IL SILENZIO: AGGIORNAMENTI DAL MYANMAR

ROMPIAMO IL SILENZIO: AGGIORNAMENTI DAL MYANMAR

Del Myanmar non si sente più parlare ormai, per l’opinione pubblica la situazione sembrerebbe quasi essere risolta, mentre la realtà è ben diversa. La situazione è ancora più critica, trasformata ormai in guerra civile in alcune zone del paese e bisogna parlarne per non lasciarli soli.

Ecco perchè la nostra coordinatrice, Francesca Benigno, e il nostro project manager in loco, Barnabas Arockiasamy, hanno partecipato alla scorsa puntata del tappeto volante del centro PIME.

Qui vi proponiamo la puntata, sono solo pochi minuti con cui cerchiamo di approfondire la situazione del Myanmar per rompere il silenzio mediatico che ormai da troppo tempo pesa mentre i nostri amici birmani continuano a lottare e soffrire.

DAYAMIT COMMUNITY COLLEGE: UN AGGIORNAMENTO DAL CAMPO

DAYAMIT COMMUNITY COLLEGE: UN AGGIORNAMENTO DAL CAMPO

Nella periferia di Yangon, nel quartiere di Dala, abbiamo avviato un nuovo progetto a inizio 2021. Il Dayamit Community College ha aperto le porte ufficialmente lo scorso maggio avviando corsi professionali per 40 ragazzi che avevano abbandonato la scuola.

Nonostante la situazione di incertezza creatasi dopo il colpo di stato il nostro staff locale era ormai pronto e abbiamo voluto quindi portare avanti il progetto, seppur con rischi concreti. Il nostro sforzo è stato premiato e ora i primi ragazzi stanno per concludere il loro percorso formativo professionale.

Nel periodo dei corsi abbiamo dovuto affrontare un’altra grande sfida, l’ondata del Covid di luglio, che è stata la peggiore dall’inizio della pandemia in Myanmar e che ha colpito soprattutto Yangon. Abbiamo dovuto interrompere i corsi per qualche settimana e al momento della ripresa molte famiglie avevano paura a mandare i ragazzi. 

Su questo fronte è stata molto importante anche la presenza del nostro psicologo, Jose Estevao magro, che ha portato avanti degli incontri di life skills motivando i ragazzi e aiutandoli a crescere non solo professionalmente, ma anche umanamente e psicologicamente.

Nonostante tutte le difficoltà incontrate i corsi di sartoria, cucito, cucina, informatica, inglese e contabilità stanno ora volgendo al termine e presto inizieranno il periodo di tirocinio formativo in varie aziende locali.

Molti di questi ragazzi non avrebbero avuto possibilità di accedere ad un corso di formazione in altro modo, sia per l’evidente stato di emarginazione che per il periodo in cui stiamo vivendo. Dall’inizio del Covid nel paese le scuole rimaste chiuse fino allo scorso 1 novembre, senza la possibilità di accedere alla didattica a distanza, impensabile in un simile contesto. Un anno e mezzo di interruzione educativa è un’assenza grave in un paese in via di sviluppo, che potrebbe avere conseguenze drammatiche. E’ anche per questo motivo che abbiamo deciso di scommettere sul Dayamit Community College, per garantire educazione e formazione a quei ragazzi in particolare, a maggior ragione in un contesto storico e sociale in generale caratterizzato da una significativa povertà educativo-formativa.

In questo stesso contesto si stanno inoltre ponendo le basi per avviare un programma di Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC), grazie alla collaborazione della Fondazione don Carlo Gnocchi, per le famiglie con bambini con disabilità. Dopo una prima fase di valutazione dei bisogni e studio di fattibilità ora siamo nella fase di selezione del personale e programmazione, per avviare il programma con l’inizio del 2022. In un quartiere come questo, dove i servizi non sono garantiti, i bisogni sono tanti e man mano che emergono cerchiamo risorse per poter rispondere. L’approccio della RBC ci permetterà così di dare una risposta concreta anche ai bisogni sempre più emergenti legati al mondo della disabilità.

Il nostro intervento nel quartiere si delinea quindi, al momento, su tre fronti: educativo col Dayamit Community College, sociale con la campagna Food for Myanmar e le distribuzioni alimentari, e riabilitativo con il nuovo programma di RBC.

Vi aggiorneremo presto sui prossimi sviluppi, per ora non possiamo fare altro che ringraziare il nostro staff locale e internazionale a Yangon, che con la propria dedizione e determinazione ha permesso la realizzazione di tutto questo nonostante tutto indicasse il contrario.

 

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– Dayamit Community College