NAVCHETAN

NAVCHETAN

Obiettivo

Riabilitazione e inclusione sociale dei bambini con disabilità nelle baraccopoli

Beneficiari

50 bambini con disabilità e relative famiglie

Partner

St Anselm School

Enti finanziatori

Fondazione PIME, Associazione Amici delle Missionarie dell’Immacolata

Il progetto

Questo progetto mira alla riabilitazione e all’inclusione sociale dei bambini con disabilità nello slum Jawahar Nagar di Jaipur, nel Rajasthan. É attivo dal 2017.

Seguendo la metodologia della Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC) indicata dall’OMS, cerchiamo di promuovere l’inclusione sociale dei bambini non solo attraverso la riabilitazione fisica del bambino, ma attraverso il lavoro con la comunità e la famiglia incentrato sui 5 pilastri della metodologia: salute, mezzi di sostentamento, educativo, sociale e di empowerment.

Per questo motivo i nostri riabilitatori su base comunitaria visitano regolarmente le famiglie, lavorano con la comunità locali sulla sensibilizzazione, forniscono servizi di assistenza e riabilitazione a domicilio. Abbiamo anche una fisioterapista specializzata che si occupa di questo progetto, visitando regolarmente i bambini al centro e insegnando ai genitori  e ai riabilitatori gli esercizi per potenziare il loro sviluppo che vengono poi replicati regolarmente anche in sua assenza.

Solitamente la RBC si svolge esclusivamente sul territorio, direttamente nelle case delle persone con disabilità e nella loro comunità. Il contesto dello slum non permette però lo svolgimento di terapie a domicilio: spesso in una camera senza luce né areazione vive un’intera famiglia ed è quindi impossibile avere lo spazio necessario per fornire i trattamenti necessari. Per questo motivo, oltre che per garantire un’occasione in più di socializzazione a questi bambini, abbiamo creato un centro dove possano essere trattati individualmente e seguire le terapie individuali o di gruppo. Sul territorio esistono altri centri simili, ma tutti fuori dalla portata delle famiglie dello slum (distanti e molto costosi), il nostro centro Navchetan è proprio alle porte dello slum ed è totalmente gratuito.

La metodologia che abbiamo adottato considera fondamentale anche l’autonomia delle persone con disabilità e relative famiglie, per questo motivo abbiamo avviato diverse attività per sostenere da questo punto di vista le famiglie: supporto nell’accesso ai sussidi statali, supporto alle famiglie e inserimento nelle scuole della zona.

 

Il contesto

Mentre l’India ha buoni livelli nei settori dell’educazione e sociale, rimane in fondo alla lista dei paesi in via di sviluppo per quello che riguarda il sistema sanitario. E nel paese lo stato del Rajasthan è tra gli ultimi.

Dal censimento del 2011 (aggiornato al 2016), in India, su 1.2 miliardi di abitanti, circa 26,8 milioni di persone hanno una forma di disabilità, che corrisponde al 2,21 % della popolazione. 2,04 milioni di questi rientrano nella fascia 0-6 anni, il che vuol dire che un bambino su 100 in quella fascia d’età soffre di un qualche tipo di disabilità, che è un dato veramente allarmante.  In 15 Stati dell’India la percentuale di persone con disabilità è ancora più alta.

Nonostante le dichiarazioni a livello politico e l’adozione di strategie volte a migliorare le condizioni di vita dei disabili nel paese, in pratica la maggior parte delle persone con disabilità non ha accesso all’educazione o a cure speciali. L’analfabetismo e la mancanza di informazioni non permettono alle persone di accedere nemmeno ai servizi a cui avrebbero diritto.

Nel censimento del 2011 nella città di Jaipur sono stati registrati 238 slum, baraccopoli, con una popolazione di 59,476 famiglie. L’aumento delle persone con lavori instabili a basso reddito ha raddoppiato negli ultimi 8 anni il numero e la popolazione degli slum.

I beneficiari del nostro progetto vengono dagli slum di Jaipur, nei quali le abitazioni si limitano spesso ad una sola stanza in cui vive un’intera famiglia, senza areazione né servizi igienici. Gli abitanti dello slum appartengono ad una casta molto bassa a livello sia sociale che economico, sono per la maggior parte i lavoratori a giornata arrivati da altri contesti in cerca di un lavoro nelle grandi città.

bambini con disabilità

FAMIGLiari coinvolti

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CAPABILITIES

CAPABILITIES

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CAMBOGIA, Kompong Chhnang e Kandal

Obiettivo

Assicurare educazione abambini e giovani con disabilità

Beneficiari

200 famiglie con bambini disabili

Partner

Cam To Me Onlus

Enti finanziatori

CEI; Misereor; Porticus; OBOS; Cam to Me Onlus; Fondazione PIME

Il progetto

Capabilities ha per noi molti significati. E’ un nome che racchiude le iniziali dei 3 pilastri del programma: Care (cura), Advocacy (sensibilizzazione) e Promotion (Promozione) per le persone con disabilità. Ma Capabilities in inglese vuol dire anche potenziale.
Così, anche il nostro progetto è fatto da diverse componenti tutte essenziali:

Cura: New Humanity International gestisce 5 centri diurni per bambini disabili. Ogni centro ospita tra i 15 e i 20 bambini, prevalentemente con disabilità mentali. I bambini frequentano i centri tutti i giorno dal lunedì al venerdì e hanno la possibilità di ricevere cure mediche e fisioterapiche e di essere seguiti da educatori specializzati. Anche i genitori sono coinvolti attivamente nella gestione dei centri, partecipando ai turni volontari per la gestione della cucina e per le pulizie.
Riabilitazione su base comunitaria: I bambini che non possono raggiungere i centri vengono seguiti direttamente nei villaggi, assicurando loro cure fisioterapiche, educazione primaria e cure mediche adeguate. La riabilitazione su base comunitaria, prevedendo il coinvolgimento dei parenti e dell’intera comunità in cui i ragazzi disabili vivono, è il primo passo verso una completa inclusione sociale delle persone affette da disabilità.

Advocacy: Attraverso un costante dialogo con le istituzioni e l’organizzazione di eventi nei villaggi o su più larga scala, New Humanity International promuove i diritti dei bambini disabili a livello locale e nazionale, al fine di favorire il loro accesso all’educazione e la loro completa accettazione.

Prevenzione: New Humanity International organizza incontri nei villaggi, in particolari indirizzati a giovani donne, per promuovere o la diagnosi precoce della disabilità e la prevenzione durante la gravidanza ed il puerperio.

Formazione agricola: i disabili e le loro famiglie hanno l’opportunità di seguire corsi di formazione agricola su tematiche rilevanti quali l’allevamento, la coltivazione di riso e ortaggi, la costruzione di serre. Le famiglie che frequenteranno il corso ricevono da New Humanity International il materiale per avviare l’attività e sono seguite da personale specializzato.

Dal 2015 il progetto è passato sotto la responsabilità della Diocesi di Battambang.

Il contesto

In Cambogia circa il 4,7% della popolazione convive con la disabilità e di questi si stima che più dell’85% risieda nelle zone rurali. La mancanza di strutture pubbliche e la convinzione diffusa nelle comunità rurali che la condizione di disabilità sia associata ad una maledizione divina comportano che i disabili vivano spesso in uno stato di abbandono ed isolamento.

BAMBINI CHE FREQUENTANO I CENTRI DIURNI

FAMIGLIE CHE PARTECIPANO AI TRAINING AGRICOLI

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SOSTEGNO A CENTRI PER PERSONE CON DISABILITÀ

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MYANMAR,Yangon, Kyaing Tong e Taunggyi

Obiettivo

Riabilitazione persone con disabilità nei centri governativi

Beneficiari

649 persone con disabilità e relative famiglie, 100 operatori del settore

Partner

Dipartimento degli Affari Sociali (DSW), Fondazione Don Carlo Gnocchi

Enti finanziatori

CEI, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione PIME, Associazione Aggiungi un Posto a Tavola

Il progetto

Questo progetto, avviato nel 2002, mira alla riabilitazione delle persone con disabilità ospitate nei centri delle città in cui operiamo. Sosteniamo il centro Phayar Phiu per bambini con disabilità a Taunggyi, il centro St Mary a Kyaing Tong e due centri governativi della città di Yangon, il centro residenziale Disabled Care Center e il centro diurno School for Disabled Children.

New Humanity non solo supporta queste realtà fornendo mensilmente i beni primari (cibo e materiale igienico), ma intende anche migliorare la qualità dei servizi forniti attraverso l’inserimento di staff qualificato nei centri e la formazione di tutto il loro staff da parte di professionisti.

Attualmente New Humanity ha messo a disposizione due fisioterapisti, un’infermiera e uno psicomotricista che si occupano di seguire direttamente i bambini con disabilità e di fornire formazione professionale allo staff dei centri.

 

Il contesto

In Myanmar soltanto il 60% della popolazione ha accesso ad infrastrutture sanitarie e la carenza di personale qualificato costituisce uno dei maggiori ostacoli all’erogazione di servizi assistenziali qualificati e rispondenti ai reali bisogni della popolazione. 

Inoltre nel Paese la disabilità è ancora vista come uno stigma sociale e una punizione divina e le persone affette da disturbi fisici o psichici sono spesso costrette a nascondersi e a vivere ai margini della società.

 

persone CON DISABILITà

centri supportati

operatori formati

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